Come aprire un e-commerce aspetti burocratici

Come aprire un e-commerce e non avere problemi con la burocrazia? . Di certo in Italia non è sempre facile, perché la nostra legislazione è un campo minato e perché le norme cambiano e, a volte ci sono interpretazioni difformi e non bastano le circolari interpretative, che escono di tanto in tanto, per fare un po’ di chiarezza.

Il mio consiglio fin dall’inizio è quello di non avventurati da solo nel processo burocratico per aprire il tuo e-commerce, questo perché oggi occorre tenere presente anche la legislazione europea, che non proprio tutti conosciamo bene, pertanto il mio consiglio è sicuramente di farti affiancare da uno specialista, cioè un consulente commercialista, o se non hai idee di chi ti possa affiancare rivolgiti alle associazioni di categoria, in questo modo sarai più sicuro di avere anche informazioni più aggiornate.

Come -aprire- un- e-commerce -aspetti -burocratici1. Aprirsi una Partita IVA

La prima cosa da fare, se non la possiedi già è aprirsi la Partita IVA, quindi presentare al registro delle imprese la comunicazione Unica, sarà poi lo stesso registro a comunicare alla Camera di commercio  e all’INPS i documenti della tua nuova attività. In questo caso dovrai scegliere i codici ATECO (Attività economica) sotto cui far ricadere la tua attività di impresa.

pec2. Aprirsi una Posta Elettronica Certificata e dotarsi di firma digitale.

La Legislazione attuale prevede che le comunicazioni con la pubblica amministrazione debbano avvenire per via telematica, pertanto è necessario che tu abbia a disposizione un servizio di posta certificata e una firma digitale che puoi acquisire presso la camera di commercio, dove ti verrà consegnata una chiavetta del costo di 70 euro. Il consiglio che ti do’ anche in questo caso è non fare da solo.

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3. Cosa fare se non sono ancora un imprenditore.

Se sei alle prime armi e non hai mai avuto esperienza, ti occorre registrare la tua impresa. Questa è un operazione che si svolge in modalità telematica utilizzando la procedura “ComUnica” , che ti permette di ottemperare agli obblighi di legge verso le camere di commercio, l’INPS, l’INAIL e l’Agenzia delle Entrate, inoltrando un’unica comunicazione. Anche tutte le successive modifiche dell’impresa vanno comunicate al Registro delle imprese in modalità telematica utilizzando sempre la procedura ComUnica.  Inoltre devi inviare la SCIA, in tre copie, accompagnata da una fotocopia del tuo documento di identità e va presentata allo Sportello unico delle Attività produttive competenti nel territorio di residenza.

La SCIA – (Segnalazione Certificata inizio attività) è in sostanza un autocertificazione che devi obbligatoriamente inviare per comunicare agli uffici di competenza l’apertura della tua nuova attività.

4. Cosa fare se ho un punto fisso da tanti anni e voglio vendere anche on line.

Anche in questo caso, dovrai comunque inviare la SCIA. La certificazione in questo caso deve riportare tutti i dati che sono stati riportati nel precedente modello che hai inviato quando hai aperto il tuo punto fisso. Per sapere dove trovare il tuo Sportello unico delle Attività produttive vai a questo sito www.impresainungiorno.gov.it/sportelli-suap ed avrai davvero tutte le indicazioni ed informazioni del caso.

Tricolore, italian food

Per vendere on line prodotti alimentari è un po’ più complesso il sistema in quanto devi soddisfare diversi requisiti che ti metto di seguito:

  1. Essere iscritto al REC, il registro esercenti per le attività di somministrazione di alimenti e bevande, prima del 4 Luglio 2006.
  2. Aver superato l’esame di idoneità presso la Camera del Commercio, prima dell’entrata in vigore della legge 248/2006, anche se poi non hai richiesto l’iscrizione al REC.
  3. Aver lavorato per almeno due anni, negli ultimi cinque, in imprese che vendono o somministrano prodotti alimentari.
  4. Aver frequentato con esito positivo corsi professionali, istituiti dalle Provincie che abbiano come oggetto la somministrazione di alimenti o bevande, o aver frequentato analoghi corsi professionali alberghieri.

Se non hai alcuno di questi requisiti, devi obbligatoriamente frequentare un corso di somministrazione di bevande e alimenti. I corsi si chiamano PIA (Percorsi integrativi Assistiti)  e sono organizzati, a pagamento, dalle Associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti).

Ergo devi assolutamente avere un autorizzazione per vendere on line prodotti alimentari.

Conclusioni

Spero di non averti avvilito, ma è necessario quindi, anche per chi vuole vendere on line, rispettare la burocrazia, altrimenti potresti avere delle gravi ripercussioni sul tuo commercio, una volta che lo hai avviato. Ti conviene? Non penso! Infine ricorda, NON FARE TUTTO DA SOLO! fatti affiancare da consulenti esperti eviteranno di farti sbagliare, ma soprattutto ti eviteranno perdite di tempo inutili.

Ciao alla Prossima!

Ci tengo a chiarire, che questo mio post, così come tutto quello che scrivo è un prodotto scritto sulla base della mia esperienza e della mia formazione in questo settore che è lunga, quasi più di 15 anni . Ciò non vuol dire che scrivo un dato inconfutabile e biblico! Perché nessuno si può arrogare il diritto di farlo, nessuno è un tuttologo nessuno è incontestabile. E’ ovvio che lavorando e tenendomi continuamente aggiornata al settore e accumulando esperienze che diventano competenze, posso con professionalità presentare degli argomenti che sono nella facoltà di poter scrivere. Sono sempre aperte allo scambio di idee, che siano non offensive né denigratorie nei confronti della mia professionalità. Grazie

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Federica Macrì

Federica Macrì

Sono un Consulente web Marketing.
Sono un esperta in Strategie di Marketing Digitale, e grazie alla loro conoscenza mi occupo di aiutare i miei clienti a rendersi più visibile sul web ed a trovare così più clienti.
Sono Responsabile Social Media per diverse realtà aziendali.
Negli ultimi anni ho unito la mia competenza nel settore della formazione a quella del web, occupandomi di Strategie Digitali per emergere nel mondo del lavoro.
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