Privacy non al sicuro, rubare conversazioni si può; sotto accusa WhatsApp vediamo perché

Utenti di Whats App attenti a quanto scrivete!

E’ di pochi giorni la notizia , secondo il quale sembra che le conversazioni rilasciate sulla popolare applicazione Whats app si possano rubare.

E’ quanto afferma l’informatico Olandese Bas Bosschert, che afferma che ”Alla base di possibili intrusioni esterne ci sono delle disattenzioni di WhatsApp”.

Le accuse hanno scaldato gli animi del ancor più noto social media  Facebook che le ha giudicate  “esagerate” , e, che, dopo il mega-acquisto del servizio di chat, è stata oggetto di forti polemiche per la vulnerabile sicurezza della privacy degli utenti.

Ecco i motivi, secondo Bosschert, per i quali  le conversazioni su una chat possono essere “rubate”: il primo motivo deriva dalla scelta degli sviluppatori della chat di salvare la cronologia dei messaggi sullo spazio di archiviazione del telefono, rendendola in questa maniera reperibile; il secondo riguarda invece la gestione dei permessi all’interno del sistema operativo Android, permessi che spesso vengo chiesti all’utente che scarica un app per accedere, ad esempio, ai contatti o alle foto, in questo caso di accedere allo spazio di archiviazione del telefonino e gli utenti oramai danno permessi “alla cieca”, senza neanche pensare.

Inoltre, per Bosschert, l’altra vulnerabilità sarebbe nel meccanismo usato da WhatsApp per proteggere crittograficamente il database dei messaggi, quindi renderli non leggibili, che consiste nell’usare la stessa chiave per tutti gli utenti.

Un malintenzionato potrebbe dunque individuare la chiave e accedere al database salvato in locale, ripetendo poi lo stesso processo per tutti gli utenti del servizio. Detto in parole povere, installando una qualsiasi app sul proprio cellulare questa potrebbe chiedere il permesso di leggere l’intera cronologia dei messaggi, e l’utente potrebbe dare l’assenso alla leggera, senza avere alcuna notifica di quello che sta facendo.

Dure critiche alle politiche di difesa della privacy, ma in senso più generale, sono arrivate qualche giorno fa da parte di due associazioni no profit americane, le quali hanno chiesto all’Authority delle comunicazioni Usa di bloccare l’acquisizione da 19 miliardi di dollari di WhatsApp da parte di Facebook, almeno fino a quando non sarà chiaro come il social network intenda usare i dati dei 450 milioni di utenti del servizio di messaggistica.

Nel frattempo, stanno lievitando i servizi di chat concorrenti, soprattutto quelli che ne garantiscono l’anonimato.
Telegram, offre infatti messaggi crittografati e a tempo.
Durante il down di Whats App che il 22 febbraio ha bloccato  l’applicazione, Telegram ha guadagnato in poche ore quasi 5 milioni di utenti!!!!  
Io da poco sto usando Telegram e lo sto ancora sperimentando per questo vi parlerò appena mi sarà più chiara la sua funzionalità.

Comunque non ti puoi distrarre un attimo a quanto pare!!!……meditate gente! Meditate!

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Federica Macrì

Federica Macrì

Sono un Consulente web Marketing.
Sono un esperta in Strategie di Marketing Digitale, e grazie alla loro conoscenza mi occupo di aiutare i miei clienti a rendersi più visibile sul web ed a trovare così a loro volta più clienti.
Sono Responsabile Social Media per diverse realtà aziendali.
Negli ultimi anni ho unito la mia competenza nel settore della formazione a quella del web, occupandomi di Strategie Digitali per emergere nel mondo del lavoro.
Federica Macrì
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